La Via Francigena e l' Abbazia del SS. Salvatore

Anche la fondazione dell’Abbazia di S. Salvatore sul M. Amiata va inquadrata in questa Politica delle comunicazioni attuata dai Longobardi: non fu infatti la sola devozione a determinare la nascita ma anche la necessità di controllare la strada che si snodava nella valle.

Il passaggio della via Francigena in Val d’Orcia e in Val di Paglia diede l’avvio ad importanti trasformazioni territoriali, poiché determinò la necessità di numerosi insediamenti.

Per secoli la popolazione si insediò lungo questo tracciato, fu un susseguirsi di “corti, casali, borghi, castelli, abbazie.”. Lungo la frequentatissima via si sviluppò anche una fiorente attività alberghiera, con il sorgere di villaggi forniti dei servizi necessari per accogliere gli ospiti di passaggio, “stationes” poste a una giornata di cammino tra l’una e l’altra.

Nell’alta Val di Paglia, alla confluenza dei torrenti Vascio, Pagliola e Cacarello, esisteva il villaggio di Callemala, sorto intorno al IX° secolo, dove, oltre ad una chiesa dedicata a S. Cristina i monaci di S. Salvatore possedevano case e terreni, mulini e taverne.

 Callemala è ricordata ancora all’inizio del XIV° secalo come un punto d’incontro degli abitanti dei castelli vicini che venivano qui per commerciare i loro prodotti.

I monaci di S. Salvatore garantivano sicurezza e prosperità agli abitanti del villaggio, quando spostarsi da Firenze a Roma richiedeva ben sei giorni di cammino e proteggere i viandanti che attraversavano il loro territorio era uno degli obblighi dei signori feudali.

Nel 1258 esso fu abbandonato poiché per motivi di sicurezza i Senesi deviarono il percorso della via verso la fortezza di Radicofani. Gli abitanti salirono al Castel di Badia; questa immigrazione rese necessario l’ampliamento del nucleo abitativo.

Oggi dell’antica statio sulla Francigena, nella quale molto probabilmente si fermarono personaggi illustri, santi, pellegrini, astuti mercanti, cavalieri erranti e ambasciatori, non resta traccia se non in un tratto del selciato dell’antica via.

Oggi con la ripresa del pellegrinaggio lungo la via Francigena, della quale sono stati segnalati molti tratti e intorno alla quale sono nate molte iniziative a livello internazionale lungo il suo percorso, anche L’antico tratto che dalla valle saliva all’Abbazia costeggiando il corso del torrente Pagliola dovrebbe essere reso di nuovo agibile per i tanti pellegrini che a piedi tornano a visitare la nostra Abbazia.