Santuario Madonna del Castagno

STORIA DEL SANTUARIO ANNO 1524

L’8 settembre 1524 viene consacrata la chiesa della Madonna del Castagno. Una leggenda, riportata dal monaco Gesualdo, Abate del Monastero dal 1617 al 1631, in un manoscritto conservato nell’Archivio di Stato di Siena, afferma che una pastorella del Borgo di San Giovanni (l’attuale Via S. Giovanni) stava cercando i funghi quando vide, attaccata al tronco di un castagno, una tegola, sulla quale era dipinta l’immagine della Madonna col Bambino e la scritta FIAT. L’opera è certamente di autore bizantino. Ciò sarebbe avvenuto nell’anno 899 e subito fu costruita una piccola cappella. Ai primi del ‘500 questa era in rovina. I Monaci e il Comune pensarono allora di costruirne un’altra molto più ampia, in grado di accogliere tutta la popolazione per le solenni cerimonie.

La facciata, tutta in pietra trachitica, è un vero gioiello rinascimentale. Imponente il portale, molto pregevole e raffinato il frontone che lo sovrasta, ai lati due cerchi con il monogramma “IHS”, Gesù Cristo Salvatore degli uomini, e, al sommo, l’albero dell’apparizione. Pregevole è anche il lavoro del cornicione che attraversa la facciata, recente la dedica della Chiesa alla Beata Vergine e la data della consacrazione. Nel timpano il bel rosone, adorno di rose scolpite, lo stemma dell’Abbazia e quello del Comune.

L’interno, a navata unica, ha il presbiterio sul luogo della primitiva cappella; vi troneggia l’immagine della Madonna sopra l’altare barocco. Nella parete destra l’immagine di S. Antonio, (riproduzione di quella di Murillo conservata nella cattedrale di Siviglia) e quella dell’Annunciazione copia del Beato Angelico. Nel piccolo presbiterio vi sono gli affreschi del presepio e del martirio di S. Caterina d’Alessandria (forse opera del Perugino). A sinistra l’altare di S. Emidio con la retrostante parete affrescata con scene della decapitazione di S. Giovanni Battista e del banchetto di Erode (scuola del Ghirlandaio?); Una Crocifissione con figure di pie donne e dottore della Chiesa, completa l’opera, affresco fiorentino di data non lontana dal 1520, vicino ad Andrea del Sarto. Il presbiterio aveva un pregevole pavimento in maiolica della seconda metà del ’400. Una parte è stato restaurato presso l’Opificio delle pietre dure di Firenze e collocato nel museo.

Negli anni trenta, l’Opera di Culto del Santuario della Madonna del Castagno fu eretta a Fabbriceria e l’amministrazione dei beni tenuta da un Consiglio di 5 membri da rinnovarsi ogni 5cinque anni.

Avvenuta la revisione del Concordato tra l’Italia e la S. Sede, la legge gel 20 maggio del 1985 prevedeva che per il rinnovo delle Fabbricerie bisognava presentare alla prefettura entro il mese di marzo 1988 un nuovo statuto; ciò che non è stato fatto e la Fabbriceria è decaduta dalle sue funzioni.

Successivamente dietro interessamento e richiesta del Parroco del SS.mo Salvatore, nel cui territorio parrocchiale è situato il Santuario, col consenso del Vescovo diocesano, è stata fatta la richiesta con tutta la documentazione alla Prefettura di Siena affinché il Santuario e i suoi beni venissero trasferiti all’Ente Ecclesiastico della Parrocchia del SS.mo Salvatore.

L’approvazione di questa richiesta è avvenuta da parte della Prefettura il 23 novembre 1996, e sono state fatte le due volture catastali con la nuova integrazione.