Il culto di San Marco Papa

Carta di identità di San Marco - Epoca storica

Non è facile ricostruire la figura storica di S. Marco, eletto Papa dopo Silvestro, il grande contemporaneo dell’imperatore Costantino. Molti scarsi i documenti e molto confuse le fonti a cui attingere notizie. Dal LIBER PONTIFICALIS sappiamo che era cittadino romano, figlio di un certo Prisco, ma non la data di nascita. Sicura è invece la data della sua morte, 7 ottobre 336.

Secondo la tradizione  Marco proveniva da una nobile famiglia romana, che aveva abbracciato il Cristianesimo. Era ancora giovane quando si scatenò la terribile persecuzione di Diocleziano. Per nulla spaventato, si portò ovunque vi erano timidi da incoraggiare, condannati da confortare, tanto che fu preso e condannato “ad bestias”. Ma i Cristiani, che avevano ricevuto tanti benefici da lui, alla vigilia dell’esecuzione riuscirono a rapirlo dalla prigione e a nasconderlo in luogo sicuro.

Quella in cui visse fu un’epoca di grandi cambiamenti e di grande fermento nella vita della Chiesa. Solo da pochi anni erano terminate le persecuzioni, grazie all’imperatore Costantino che nel 313, con l’editto di Milano, aveva concesso la libertà di culto a tutto l’Impero. I Cristiani potevano professare liberamente la propria fede e costruire le proprie basiliche. La Chiesa della 1° metà del IV° secolo dovette subito affrontare una questione molto spinosa, il sorgere delle eresie, in particolare quella di Ario, che metteva in discussione l’esistenza in Gesù Cristo della duplice natura umana e divina. Per questo era stato indetto io 1° Concilio di Nicea (325) sotto il pontificato di Papa Silvestro, che volle accanto a sé Marco come suo stretto collaboratore. Alla morte di Silvestro fu, perciò, automatica l’elezione di Marco, che fu il 34° Papa.

Papa Marco

Il pontificato di Marco fu molto breve (18 gennaio336 – 7 ottobre stesso anno) ma sembra essere stato molto ricco sul piano pastorale e del rinnovamento della liturgia. Per quanto il pontificato di Marco sia stato breve e molto scarse siano le notizie relative ad esso, a lui sono state attribuite molte delle innovazioni e delle iniziative ecclesiastiche della prima metà del IV° secolo. Non abbiamo documenti che attestino sue prese di posizione ufficiali del dibattito teologico che scuoteva la Chiesa del suo tempo, soprattutto con l’eresia di Ario, ma sembra logico che egli vi avesse preso parte attiva in quanto segretario di Papa Silvestro. E’ arrivata fino ai tempi recenti la credenza che fosse stato lui a volere l’introduzione del CREDO niceno-costantinopolitano nella S. Messa, tanto che negli affreschi seicenteschi della cappella dell’apparizione in Abbazia il pittore Nasini lo ha raffigurato nell’atto di indicare ne Messale la pagina del CREDO. Di fatto Papa Marco dovette occuparsi necessariamente dell’organizzazione istituzionale, burocratica, liturgica della Chiesa, che solo da poco era “uscita allo scoperto” grazie all’editto di Costantino. Proprio al periodo di Papa Marco gli studiosi fanno risalire la 1° redazione del calendario ecclesiastico con l’indicazione delle feste religiose. La libertà religiosa aveva reso possibile la “visibilità” della Chiesa Cristiana anche attraverso la costruzione di basiliche. Due basiliche sono attribuite a Papa Marco: una sulla via Ardeatina, una nel centro di Roma, dietro l’attuale Palazzo Venezia.  Nella prima furono deposte le sue spoglie, meta di pellegrinaggio in epoca medievale. La seconda ospita, dopo innumerevoli peripezie, le reliquie del santo, contenute all’interno di una grande arca granitica che costituisce la base dell’altare maggiore, insieme alla reliquie dei santi Abdon e Sennen, venerati anche nella nostra abbazia.

Il culto di San Marco Papa nell' Abbazia di San Salvatore

Da quel poco che possediamo come documenti, è  partire del XI° secolo che il culto di S. Marco Papa acquista spessore, forse proprio per la sua fama di difensore e custode della tradizione affermata dal Concilio di Nicea. Quando l’Abate Winizzo effettuò nel 1035 la solenne consacrazione della nuova chiesa abbaziale, alla presenza di alti prelati, del rappresentante del Papa, e dell’imperatore, la devozione a S. Marco Papa doveva già far parte integrante della tradizione di S: Salvatore.

La prima attestazione ufficiale del culto si S. Marco Papa nell’Abbazia di S. Salvatore è contenuta in un libro liturgico dell’XI° secolo, composto nello “scriptorium” dell’Abbazia, il MISSALE AMIATINUM, che dedica uno spazio molto ampio alla festa del Santo pontefice, celebrata il 7 ottobre (giorno della sua morte).

Nello stesso manoscritto sono contenuti anche degli inni che lo invocano. La pergamena con la NOTITIA CONSECRATIONIS ET NOMINA SANCTORUM contiene un dettagliato elenco delle reliquie riposte nei 7 altari della Chiesa di Winizo del 1035. Si parla di un altare nella cripta, molto probabilmente dedicato proprio a S. Marco Papa e contenete importanti reliquie del Santo. Quello che rimane da indagare è di quanto il culto di questo santo fosse precedente all’XI° secolo e per quali vie si fosse affermato sull’Amiata. Non dobbiamo sottovalutare il valore “politico” che certe reliquie rivestivano nel Medioevo. S. Marco Papa, erede di Papa Silvestro, appare nel medioevo custode e difensore dell’ortodossia, della fedeltà alla chiesa di Roma. La presenza delle sue reliquie nella nostra Abbazia, nata come abbazia imperiale e con tendenze filo imperiali che preoccupavano la curio papale, fu, forse, un modo per riaffermare la supremazia dell’autorità del Papa e la fedeltà dell’abbazia amiatina ai successori di Pietro.