San Bernardo di Chiaravalle

San Bernardo di Chiaravalle o San Bernardo abate è il nome con cui è noto Bernard de Clairvaux (1090 – 1153), fondatore della celebre abbazia di Clairvaux (presso l’odierna Ville – sous – la – Fertè) in Francia, della Certosa di Chiaravalle a Milano, teologo e mistico. Nacque da nobile famiglia nel 1090 presso Digione ,in Francia. Sua madre, Aletta, cerca di abituarlo fin da piccolo alla preghiera e di indirizzarlo alla vita religiosa, ma Bernardo non sembra disposto a seguire le indicazioni della madre.

Ama la vita del castello e le battute di caccia, frequenta la scuola, ma non porta a compimento i suoi studi.

La morte della madre, alla quale egli era molto legato, porta Bernardo ad interrogarsi sul suo futuro. Nella notte di Natale nel 111, Bernardo ha una visione del Bambino Gesù, e, profondamente colpito da questo fatto, decide immediatamente di farsi monaco e convince 4 fratelli e altre 26 persone tra parenti e amici a seguirlo nel monastero di Citeaux fondato 15 anni prima da Robert di Molesmes e allora retto da Stefano Arding.

Bernardo dopo Roberto, Alberico e Stefano, sarà padre dell’ordine Cistercense.

Nel 1115, insieme con 12 compagni, tra i quali erano quattro fratelli, uno zio e un cugino, si trasferì nella proprietà di un parente, nella regione della Champagne, che aveva donato ai monaci un vasto terreno sulle rive del fiume Aube, perché vi fosse costruito un nuovo monastero cistercense: essi chiamarono quella valle Claitvaux, Chiara valle. L’abbazia di Clairvaux divenne in breve tempo un centro di richiamo oltre che di irradiazione: già dal 1118 monaci di Clairvaux partirono per fondare altrove nuovi monasteri: alla morte di Bernardo le abbazie cistercensi saranno 343, di cui 66 fondate o riformate da lui stesso. Per tutta la sua vita Bernardo fu strenuo difensore dell’ortodossia religiosa, della lotta contro le eresie e dell’autorità assoluta della Chiesa.

Papa e Chiesa sono le sue stelle fisse, ma tanti ecclesiastici gli vanno di traverso. E’ severo anche con i monaci di Cluny, secondo lui troppo levigati con chiese troppo adorne, “mentre il popolo ha fame”.

Ai suoi cistercensi chiede meno funzioni, meno letture e tanto lavoro. Scaglia sull’Europa incolta i suoi miti dissodatori, apostoli con la zappa, che mettono all’ordine la terra e l’acqua, e con esse gli animali, cambiando con fatica e preghiera la storia europea. E lui, il capo, è chiamato spesso a missioni di vertice, come quando percorre tutta l’Europa per farvi riconoscere il papa Innocenzo II° (Gregorio Papareschi) insidiato dall’antipapa Pietro dè Pierleoni (Anacleto II°) e lo scisma finisce con l’aiuto del suo prestigio, del suo vigore persuasivo, ma soprattutto della sua umiltà.

Bernardo arriva in una città e le strade si riempiono di gente. Ma, tornato in monastero, rieccolo obbediente alla regola come tutti: preghiera, digiuno, e tanto lavoro. Abbiamo di lui 331 sermoni, più 534 lettere, più i trattati famosi: su grazia e libero arbitrio, su battesimo, su i doveri dei vescovi … . E gli scritti, affettuosi su Maria madre di Gesù, che egli chiama mediatrice di grazie.