Il Venerabile Abate Don Severino Gilardoni

Nel libro “Memorie B del Monastero” (incominciato l’anno 1577), presentato alla Curia Vescovile di Chiusi dal monaco converso Fra Roberto Niccolai, è scritto: “Al medesimo libro B, foglio 209, è detto: A dì 30 luglio 1732. Ricordo come questo dì ad ore sei e mezzo passò da questa all’altra vita il Padre Abate Don Girardoni, curato di questa terra, in grande concetto di buono e santo religioso, al di cui funerale per levare sussurro e sollevazione nel ‘popolo e che tutti lo volevano baciare, toccare e staccare l’abito, fi necessario prendere otto soldati che lo guardarono. E di poi la sera medesima, sparato prima il di lui cadavere, si posero le interiora in un vaso di terra e si seppellirono nella sepoltura dei Monaci: ma il suo cadavere fu seppellito in cornu evangeli della cappella della Madonna dentro la balaustra e fu messo in una cassa di castagno con un cannone di latta entrovi la memoria in carta pergamena del suddetto Padre Abate, ripieno pure detto cannone di polvere nera da scritto. Aveva compiuto anni 61 di sua età e 18 circa di Curato in questa Terra, dove si esercitò sempre nel servir questo popolo in santissimi insegnamenti, siccome il clero secolare nell’insegnare loro teologia scolastica e morale e filosofia, quale pure per servir detto suo popolo andava sempre a predicare per la Maremma di questo stato e dello Stato Ecclesiastico, facendo quivi pure sante e fruttifere missioni in pro di quelle anime e quindi impiegava denari e roba e quanto ricavava in mantenere i poveri di questa Terra.

Perciò per le rare qualità fu da tutti sommamente compianto” (Arch. C.V.C. Sez. A Vis. Past. Vol. XXV, Prs. 2°, Pap. 45).

La data del suo decesso avvenne non il 30 luglio 1732 ma il 3 luglio 1734 come è detto dalla Bolla di nomina dell’economo Spirituale di S. Croce Don Edoardo Palermi, emanata dal Vescovo il dì 11 luglio 1734 (Arch. C.V.C. Sez. A ; Bollario Vol XV, pag. 31 – Dai manoscritti di Mons. Bersotti).