Liturgia

“Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto,

perché senza di me non potete far nulla.

In questo è glorificato il Padre mio:

che portiate molto frutto” (Gv 15,5-8).

La Liturgia è il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù. Infatti le fatiche apostoliche hanno questo scopo: che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, partecipino al Sacrificio e mangino la cena del Signore.

Mediante le celebrazioni liturgiche, il Signore Gesù, crocifisso e risorto, ci viene incontro personalmente in modo conforme alla nostra condizione storica. Ci comunica il dono pasquale del suo Spirito e della vita nuova, che santifica la nostra esistenza nelle molteplici situazioni, a lode di Dio Padre. Davvero nella Liturgia della Chiesa è presente il Signore risorto e ci rende partecipi della sua vittoria pasquale sulla morte! Non solo: attraverso i riti liturgici, Egli ci introduce nella comunione con Dio e, sostenuti dalla sua grazia, ci abilita ad offrire la nostra vita al Padre nell’obbedienza quotidiana alla sua volontà.  E’ nei sacramenti, e soprattutto nell’Eucaristia, che Cristo Gesù agisce in pienezza per la trasformazione degli uomini. La Chiesa non dispone dei sacramenti a suo piacimento; li riceve e li custodisce fedelmente. Il loro autore è il Signore Gesù, che li ha istituiti una volta per sempre e ogni volta agisce in essi per comunicare lo Spirito e la vita nuova. La celebrazione è un incontro con lui. Scriveva Sant’Ambrogio: “Non per via di specchi, né per mezzo di enigmi, ma faccia a faccia ti sei mostrato a me, o Cristo, e io nei tuoi sacramenti trovo te”.