L' oronimo Amiata

In questo articolo verranno presentate sinteticamente le tre ipotesi sull’origine del toponimo Amiata.

Ad meata

Una, quella più in voga e dura a morire, venne fatta dal Pieri nel suo libro del 1930, dal titolo La toponomastica della Toscana meridionale.

Il Pieri credeva che Amiata fosse nato dalla concrezione di un nesso composto dalla preposizione ad più il plurale meātum: il neutro meātum è supposto dal Pieri, poichè nel latino esisteva solo il maschile meātus ossia “corso, moto, via, passaggio, cammino” astratto in –tŭs del verbo meō ossia “passare (con regolarità) per una via tracciata, per il letto di un fiume, nel cielo, ecc."

L’ipotesi che Amiata risalisse al nesso ad meata era stata suggerita al Pieri dal Repetti; quest’ulitmo nel suo Dizionario geografico aveva messo la voce Montamiata come Mons-Ad-Meata e aveva commentato la voce Meati con le seguenti parole:

"L’etimologia del suo nome ad meautum o ad meata potrebbe essere derivata dal passaggio che costà (...) presso al Flesso (oggi Montuolo) nei tempi antichi si aprì un ramo del fiume Ozzieri o che a Meati era stabilito un navalestro innanzi che all’Ozzeri col diminuire il suo corpo d’acqua, sirestringessero le sponde dell’alveo, dove poi fu fondato un ponte di pietra tuttora esistente..."

Come abbiamo appena visto il tentativo di spiegare il toponimo Amiata con Ad-meata è non solo forzato ma anche liguisticamente errato. Il Pieri era costretto ad ipotizzare un neutro meātum di contro al latino meātus per giustificare la forma meata ; Amiata avrebbe avuto desinenza di genitivo singolare femminile solo nei documenti e non si capisce poi come sarebbe nato il supposto ablativo-locativo Meati.

Alle difficoltà morfologiche si aggiungono quelle semantiche: il Repetti nella sua teoria, abbastanza azzardata e non valida linguisticamente parlando, quando parla si di corsi d’acqua fa riferimento all’Ozzeri in Lucchesia (Lucchese!) e non alle sorgenti amiatine, infatti giustificava la connessione di meātus come “braccio di fiume” o “corso d’acqua”.

Il Pieri invece, che aveva registrato il nome Amiata sotto la voce meātum, in maniera più fantasiosa scriveva: «Monte Amiata, monte a confine tra la provincia di Siena e quella di Grosseto; cioè *ad meata»

Come si può parlare di "confine" tra una provincia e l’altra se più di mille anni fa non esistevano? Oltre a questo anacronismo come abbiamo già visto non c’è nessuna prova che meātus abbia mai avuto, come sostiene il Pieri, il significato di “passaggio da un luogo ad un altro”.

E’ chiaro quindi e inconfutabile che Amiata non può assolutamente derivare dal nesso ad meata. Il Repetti ed il Pieri sono stati comunque due importanti studiosi che hanno dato validissimi e fondamentali contributi, questi errori sono giustificabilissimi vista la scarsità degli elementi di ordine linguistico e storico del tempo.