Abbazia San Salvatore

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Abbazia San Salvatore
Dal centro del grande paese amiatino, a metà di Via Cavour, sulla destra fermiamo lo sguardo al primo arco, una volta ingresso al monastero.
L’ingresso, incorniciato da bugnato in forte rilievo, venne costruito nel 1581 dall’abate Pietro Rocca, come ricorda l’iscrizione D. PETRO ROCCA AB. POT. SUAE F. MDLXXXI. Sopra la chiave di Volta, dove e scolpito lo stemma di San Salvatore, il trimonte con due pastorali incrociati e la mitria. Proseguendo, si giunge al secondo arco, sormontato da una meridiana. Nel sottopasso, che era decorato da affreschi (Madonna con Bambino, San Michele Arcangelo) oggi conservati nel monastero, due portali ricordano con le loro iscrizioni negli architravi (AUDIENTIA CAUSARUM VIDUARUM ET PUPILLORUM e AUD. CAU. SPIR. JURISD. ET SECUND. CAUS. CIVILIUM) i poteri feudali dell’Abate che, fino alle riforme leopoldine, giudicava nelle cause delle vedove e degli orfani e nelle seconde istanze delle cause civili.
Poi il Piazzale Michelangelo, che recentemente è stato ripristinato con molto verde, la fontana nel mezzo e il monumento a Pio II.
Sulla destra appare subito la facciata della Chiesa, alta, stretta e fiancheggiata da due campanili. Un complesso architettonico molto bello e imponente. La torre campanaria è alta 24 m. con merli terminali, l’altra, sulla destra è rimasta, non si sa per quale motivo, incompiuta. Le torri sono decorate da monofore e da archetti pensili, tipici motivi romanici. Nella parte centrale della facciata, arretrata rispetto alle torri, si apre, sopra la porta di ingresso ad arco a tutto sesto, una trifora fatta probabilmente con materiale originario durante i primi ripristini eseguiti negli anni ’20 del secolo scorso. Lo schema architettonico della facciata è l’unico esempio in Toscana, e uno dei pochi in Italia, di West Werk, cioè di prospetto con due torri, motivo derivante dall’architettura carolingia e ottoniana.
Dove un tempo doveva essere il balconcino semisporgente che serviva all’Abate in determinate cerimonie pubbliche, oggi s’intravede al centro lo stacco di un accesso. Segni sottostanti di aggancio murario richiamano altresì l’esistenza di un pronao posteriore, le cui colonne si conservano ancora.
 
 
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